Descrizione Progetto

Il parco archeologico di Baratti e Populonia si trova nel comune di Piombino (LI) e comprende circa 80 ettari tra le pendici del promontorio di Piombino e la costa sul golfo di Baratti.. Si accede al Parco tramite bigliettazione e si visita autonomamente o grazie all’ausilio di visite guidate.

Tempo di Visita

  • Tempo necessario alla visita : La visita completa del Parco richiede l’intera giornata.

    Accessibilità disabili: Le aree di visita del Parco archeologico, per la natura stessa dei monumenti che vi sono conservati e per la loro ubicazione, non sono accessibili ai disabili privi di accompagnatore o di carrozzina motorizzata adatta a terreni non regolari o sconnessi (limitatamente alle sole Necropoli di San Cerbone e Acropoli).L’accesso al Centro Visita del parco è consentito; per l’accesso al Centro di Archeologia Sperimentale “Davide Mancini” può essere richiesta alla direzione del Parco l’autorizzazione a raggiungere il centro con il proprio mezzo.

Maggiori Info

  • Individuali e famiglie:
    Ingresso a pagamento, visita libera. Le visite guidate, comprese nel prezzo del biglietto, hanno inizio ad orari prestabiliti e permettono di apprezzare la bellezza dei siti e il loro contesto.

    Scuole e gruppi:
    Ingresso a pagamento, prenotazione e visita guidata obbligatoria.

    Parcheggio:I visitatori del Parco possono sostare gratuitamente al parcheggio” Casone”, inserendo alla loro partenza, nell’automatismo della sbarra regolatrice, il gettone ottenuto dalla Biglietteria del Parco.

Maggiori Dettagli

Il parco archeologico di Baratti e Populonia rappresenta una delle più importanti testimonianze di insediamento del popolo etrusco nel territorio toscano e, in particolar modo, sul mare, caratteristica inusuale per questi popoli. Questo sito vede il proprio sviluppo all’interno di un’area di grande estensione ottenuta sia grazie ai ritrovamenti portati alla luce in passato che a quelli rinvenuti nel corso delle ultime campagne di intervento condotte solo a partire dal 1996.  La caratteristica fondamentale del territorio dei parchi della val di Cornia è rappresentata dallo sfruttamento delle miniere di ferro elbane attive dal IX al I sec. a.C. e tuttora sfruttate a livello industriale, in modo particolare verificata all’interno del parco archeologico. Grazie ai ritrovamenti effettuati e alla grande quantità di scorie che sono state rinvenute all’interno dell’area delle Necropoli di San Cerbone e del Casone poi smantellate, sono iniziati i primi ritrovamenti nell’area considerata. L’inizio vero e proprio della riscoperta di Populonia, infatti, avviene proprio quando, durante la prima guerra mondiale, il bisogno di metallo spinse a riutilizzare le scorie etrusche ancora ricche di materiale ferroso grazie alla costituzione di un’apposita società, la Ferromin, che fino al 1969 continuò incessantemente a liberare l’area fino a far emergere proprio le monumentali tombe a tholos e a edicola oggi visibili. Da questo momento in poi, quindi, nasce il parco archeologico riorganizzato, conservato e valorizzato fino alla sua inaugurazione nel 1988 grazie anche al risultato di importanti scavi condotti tra il 1996 e il 1998 ad opera della Soprintendenza Archeologica e dalla società Parchi Val di Cornia, sotto la direzione scientifica della dottoressa Antonella Romualdi.

Acropoli

Nella parte alta del Parco Archeologico è possibile visitare l’acropoli di Populonia, con i templi, gli edifici, i mosaici e le strade della fase romana, e i resti delle capanne del primo insediamento etrusco e delle mura che cingevano la città sul lato a mare.

Necropoli

Nella parte bassa del Parco Archeologico è possibile vedere le due necropoli della fase etrusca, le cave di calcarenite e i quartieri industriali, presso i quali si lavorava il minerale di ematite, proveniente dai giacimenti dell’isola d’Elba, per ricavare lingotti di ferro.

Solo nel 2007 è stato aperto un terzo settore nel parco, quello dell’Acropoli, vicino al castello di Populonia Alta, comprendente resti che risalgono all’epoca etrusca più antica per arrivare a quella romana. Senza l’impegno di queste istituzioni e i contributi della CEE uniti alla forte e positiva collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Comune di Piombino che hanno lavorato secondo una unica gestione delle aree in un lavoro integrato e efficace, infatti, il parco non avrebbe potuto svilupparsi. Il sito archeologico contiene al proprio interno una ricca e complessa storia caratterizzata da ritrovamenti che risalgono dall’età neolitica per arrivare alle ricerche della metà del secolo scorso, a lungo centrate nelle aree necropolari, ancora oggi la presenza  monumentale più significativa del  parco. Sviluppandosi in modo complesso e articolato secondo una sovrapposizione di differenti periodi storici, il parco si estende su un territorio comprendente parte significativa dell’abitato etrusco e romano di Populonia, le necropoli, le cave di calcarenite e i quartieri industriali, in riferimento ai quali, proprio in questi ultimi anni, sono state avviate ricerche e approfondimenti che hanno permesso di completare l’intero quadro storico del territorio e i caratteri che permettono di approfondire gli aspetti del rapporto insediamento-risorse, filo conduttore per la comprensione della complessità e dello sviluppo delle civiltà insediate.

Attualmente i punti di accesso al parco sono due: uno situato sul golfo di Baratti (area delle necropoli) e uno presso il Centro Storico di Populonia Alta (Acropoli). Per cercare di unificare l’area, il parco è stato organizzato secondo una rete di itinerari e percorsi, capaci di unire in modo completo ma non ancora del tutto chiaramente leggibile a causa della complessità e estensione del sito ritrovamenti di periodo preistorico, etrusco e romano dell’acropoli, la città industriale, le necropoli di san Cerbone, con i tumuli e le tombe a edicola e a sarcofago (VII-VI a.C.) e delle Grotte, costituita da tombe a camera scavate nella roccia (IV-III a.C.), fino a raggiungere i ruderi del monastero benedettino di San Quirico, attraversando boschi e macchia mediterranea che si aprono su inaspettati scorci rivolti verso il golfo e l’isola d’Elba. Inoltre nella parte bassa del parco, quella delle necropoli, si trova il centro di Archeologia Sperimentale in cui adulti e ragazzi hanno la possibilità di sperimentare, guidati da operatori esperti, le antiche tecniche di lavorazione della ceramica e della pietra, realizzando personalmente riproduzioni di antichi utensili in osso, legno e pietra e piccoli oggetti di uso di uso quotidiano o decorativo.

FONTE: Tesi di Francesca Gerosa e Valeria Guerrisi relatore Valter Scelsi e correlatrice Marta Coccoluto

Equipaggiamenti Consigliati

Nel periodo estivo è sempre consigliato proteggersi con un cappellino e portarsi dietro una bottiglietta d’acqua. Il modo di vestirsi per un’escursione dipende largamente dal livello di difficoltà, il luogo della camminata e altri fattori. E` logico, avrete bisogno di meno vestiti se fate una breve camminata d’estate e ne avrete bisogno di più se fate delle lunghe escursioni d’inverno. Ai piedi si consigliano scarpe antiscivolo e comode che permettano di essere indossate per molte ore evitando la formazione di vesciche e che proteggano la caviglia da distorsioni ed il piede da eventuali ferite. Alcune buone norme per la conservazione e il rispetto di un luogo così speciale • Fai attenzione a non salire sui monumenti e a non oltrepassare le recinzioni • Lascia a terra scorie, pietre o reperti archeologici • Fai attenzione a non gettare mozziconi di sigaretta e non accendere fuochi • Lascia nel bosco funghi, fiori o piante.

NUMERI UTILI:
Vigili del Fuoco: 115 • Emergenza Medica: 118
Polizia Municipale: 0565 63350

ATTENZIONE : Il portale Golfobaratti non è responsabile di certe informazioni, foto, carte, programmi, e servizi descritti. Appartiene all’utente la responsabilità di utilizzare le informazioni comparse sul portale con prudenza e di procedere a ogni verifica.

Scarica Mappa Percorsi