Il mosaico dei pesci viene rinvenuto nel golfo di Baratti nel 1842, precisamente durante le fasi della lavorazione di un vigneto sito sul terreno di proprietà del conte Desideri in località Poggio al Mulino.

Il Mosaico dei Pesci

Il mosaico, la cui data di origine la si fa risalire indicativamente a cavallo del I e II secolo  a.c,  rimase nel castello di Populonia fino al 1927 per poi passare nelle mani dell avvocato Mussio( un possidente di terreni a Populonia) ,dopo la vendita di quest’ultimo da parte delle sorelle Desideri, eredi del Conte. Mussio trattiene per pochi anni il mosaico e nel 1932 quest’ultimo arriva nelle mani di un certo Luzio Crastan abitante di Pontedera, in occasione di questo passaggio di mani, durante il trasporto del mosaico da Populonia a Pontedera, il camion si ribalta e’ l’opera va in mille pezzi. Crastan si occupa di far effettuare il restauro del mosaico. La morte di Crassan sopraggiunta negli ultimi mesi del 1965 porta il mosaico ad essere venduto a un antiquario inglese per la cifra di 4 milioni di lire. La prima vendita a Christie’s andò a buon fine senza destare attenzione, non si può dire cosi per il secondo tentativo quando l’annuncio di un antiquario, un certo Davidson nel 1976 , calamitò l’attenzione del sopraintendente Maetzke per un primo tentativo di riaquisizione che non andò a buon fine ma che tuttavia  porto pero’ a una denuncia per il figlio di Crastan per alienazione illecita, che fu poi sospesa per intervenuta amnistia. Nel 1995 lo stato italiano riusci’ finalmente a recuperare il mosaico e riportarlo in Italia, per merito di una certa Susan Walker del British Museum che lo segnalo’ immediatamente alla Sopraintendenza archeologica della Toscana. Attualmente tale mosaico e’ visibile a Piombino al Museo archeologico di Cittadella.